Schreiber

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Claudia Schreiber

(1958)

aus: Emmas Glück

gelesen von:
Frauke Poolman

 

 

da: La felicità di Emma

letto da:
Monica Bauco

Emmas Schlafzimmer war ein Saustall: Wäschestücke wucherten aus Schubladen und Schrank, Zeitungshaufen mit unbezahlten Rechnungen waren zu Nachttisch und Hocker geworden, faustgroße Staubflocken tanzten unterm Bett und blieben an angebissenen Brotresten hängen. Draußen färbte die aufgehende Sonne die Felder rot und der Tau legte sich auf die Gräser. Emma wickelte sich fest in die Federdecke und ließ sich von ihr drücken. Sie beneidete ihre Schweine, die draußen Körper an Körper gepresst im frischen Stroh lagen und im selben Rhythmus atmeten. Ihre Tage waren so herrlich mit Nichtstun gefüllt. Ob spät oder früh, Tag oder Nacht – sie lümmelten sich, suhlten, fraßen, kratzten sich den Rücken genüsslich am Gartenzaun, lagen beieinander, Haut an Haut. Und wenn dieses beneidenswerte Leben ihnen eine Fettschwarte hatte wachsen lassen, verschaffte Emma ihnen einen herrlichen Abgang: kurz und schmerzlos. Der Sinn ihres Schweinelebens erfüllte sich in himmlisch guter Wurst. Kein Leben auf Erden schien Emma herrlicher, einfacher, sinnlicher, erfüllter, als auf ihrem eigenen Hof ein Schwein zu sein.

Copyright © Wilhelm Goldmann Verlag München. Su gentile concessione dell’autrice_mit freundlicher Genehmigung der Autorin Claudia Schreiber

 

 

La stanza da letto di Emma era un porcile: la biancheria sbucava fuori dall’armadio e dai cassetti, pile di giornali e di fatture non pagate le facevano da comodino e da sgabello, e gomitoli di polvere grossi come gatti rotolavano sotto il letto impigliandosi in resti di pane mangiucchiato. Fuori il sole nascente tingeva i campi di rosso e la rugiada si posava sui prati. Emma si avvolse stretta stretta nel piumino, godendosi il calore di quell’abbraccio. Provava invidia per i suoi maiali, che se ne stavano sdraiati sulla paglia fresca o uno addosso all’altro, respirando tutti allo stesso ritmo. Riempivano le loro giornate di uno splendido far niente. Di mattina e di sera, di giorno e di notte – i sui maiali passavano il tempo a mangiare, a rotolarsi nella melma, a grattarsi voluttosamente la schiena contro lo steccato o anche solo a stersere stravaccati uno contro l’altro, pelle contro pelle. E quando questo invidiabile stile di vita li aveva forniti di una bella cotica di lardo, ecco che Emma procurava loro una magnifica uscita di scena, rapida e indolore. Il senso di quella vita suina raggiungerva la sua espressione più piena in un insaccato celestiale. Agli occhi di Emma, nessuna esistenza terrena era più magnifica, semplice, significativa e riuscita di quella dei maiali che lei stessa allevava nella sua fattoria.